Promuovere l’imprenditorialità giovanile e il Sud Italia valorizzando quelle zone del Mezzogiorno attualmente non utilizzate o abbandonate e tentare di abbassare il tasso di disoccupazione giovanile che nelle regioni meridionali del bel Paese ha raggiunto la soglia del 42,4%, con questo obiettivo è nato l’incentivo “Resto al Sud”.  Sono  1.250 i milioni di euro stanziati dal governo per tale bando e questi verranno gestiti da Invitalia.

Resto al Sud: beneficiari e entità dell’erogazione

Rivolto ai giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni, successivamente ampliato agli under 46, e residenti in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, il programma di “Resto al Sud” prevede un “prestito fino a 50.000 euro per ciascun imprenditore” .  È previsto un contributo a fondo perduto pari al 35% dell’investimento complessivo, ad esso si aggiunge il finanziamento bancario che coprirà il restate 65% e sarà garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI.

Resto al Sud: le spese ammissibili

Ad essere finanziate saranno le attività di produzione di beni e servizi, sono pertanto escluse le attività libero professionali e il commercio. Nel dettaglio risultano finanziabili le spese di ristrutturazione o manutenzione dei beni immobili, l’acquisto di impianti, macchinari, attrezzature, programmi informatici e le principali voci di spesa necessari per l’avvio delle attività; non rientrano invece nel finanziamento le spese di progettazione e consulenza. Le domande di adesione dovranno essere presentate a partire dal 15 gennaio 2018 e, entro i 60 giorni dalla data di presentazione della domanda, il giovane imprenditore saprà se il proprio progetto verrà finanziato o meno.